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Al tempo dei Romani

Percorso open air alla scoperta della città romana.

Keywords storia e archeologia, genuinità e natura
Durata da 1,5 (solo centro storico) a 2,5 ore (+ Montetorto)
Difficoltà passeggiata facile con opzione trasferimento

Passeggiata facile, la cui durata varia da 1,5 ore (tour del centro storico cittadino) a 2,5/3 ore (se si aggiunge il trasferimento a Casenuove di Osimo e la visita al sito archeologico di Montetorto).

Prima Municipium, poi Colonia romana, dal II secolo a.C. Osimo vive un periodo di florido splendore. Grazie alla sua posizione strategica, arroccata sulla cima di un dolce colle, domina le vie di transito fra l’entroterra e il mare, mentre, all’interno delle mura, va pian piano delineando il suo aspetto di città romana con i templi, le terme, suntuose domus e un magnifico foro . Statue, mosaici, e meravigliosi reperti sparsi sopra e sotto il tessuto urbano ci conducono attraverso sette secoli di storia, per rivivere Osimo al tempo dei romani

Luoghi dell'itinerario Foro, Loggiato, Lapidarium, Porta Musone, Arce (Duomo), Mura, Fonte Magna, Porta orientale, Montetorto
guida all’itinerario: apri il percorso completo in dettaglio
  • Foro (attuale piazza Boccolino)Questo viaggio alla scoperta delle antiche bellezze, non può che iniziare dal foro, il cuore pulsante della città romana, il centro della vita sociale, economica e politica. Posta all’incrocio fra cardo e decumano questa enorme piazza era dominata da suntuosi edifici di cui restano oggi poche ma affascinanti tracce, celate dal tempo e dall’opera dei posteri.
  • Loggiato Un ricco substrato di storia e archeologia si apre sotto ai nostri piedi percorrendo il loggiato comunale, dove ritroviamo testimonianze architettoniche di un remoto passato che dalla dominazione romana arriva ai fasti del XVII secolo: i segni indelebili di un tempo che fu.
  • LapidariumLa maggior testimonianza dell’antico splendore romano è data dai reperti ritrovati e conservati nell’atrio del palazzo comunale: basta varcare la soglia di questo edificio, per venire proiettati in un mondo altro, sotto lo “sguardo” attento delle imponenti statue, che seppur senza testa, sembrano quasi osservarci mute dall’alto dei loro piedistalli.
  • Porta MusoneSeguendo poi il tracciato dell’antico cardo massimo raggiungiamo porta Musone, l’unica porta romana che sfidando il tempo è rimasta là dove era stata costruita, ingresso meridionale alla città per chi percorreva la via flaminia nova.
  • Arce (Duomo)Costeggiando le antiche mura, tra suggestivi scorci urbani e un panorama mozzafiato, raggiungiamo il punto più alto di questo antico colle. Dove oggi si eleva il duomo, un tempo sorgeva nobile e imponete il tempio capitolino, la cui costruzione fu voluta dallo stesso Giulio Cesare.
  • MuraPercorrendo ciò che rimane dell’antico tracciato viario, arriviamo nella parte settentrionale della città, l’unico tratto oggi visibile dell’antica cinta muraria in arenaria che solenne, ciclopica e maestosa si ergeva a baluardo difensivo.
  • Fonte MagnaA ridosso delle mura, inerpicata su un dirupo naturale, all’ombra di alberi secolari sorge Fonte Magna, un antico ninfeo romano, principale sorgiva fra le tante che bagnano i pendii del nostro colle, e il cui nome leggendario si lega a Pompeo Magno
  • Porta orientaleRisalendo il pendio, dopo uno sguardo all’antica posterula che univa la fonte al labirintico dedalo delle gallerie sotterranee, continuando a seguire, fra strette e inerpicate vie, l’antico tracciato delle mura, giungiamo là dove in passato si ergeva la porta orientale romana, a segnare il limite fra il centro abitato e la campagna.
  • Montetorto a pochi chilometri dalla città, in un’amena località di campagna a sud di Osimo, sui dolci pendii del colle Montetorto, fra verdeggianti ulivi e profumati vigneti, si trovano i resti di una antica villa rustica romana, risalente al I secolo a.C. Un vasto complesso agricolo per la produzione dell’olio e del vino, di cui oggi rimangono immutati nel tempo e ancora ben visibili gli ambienti dei grandi torchi vinari e oleari, le canalette di scolo, le vasche e i magazzini adibiti alla conservazione del prodotti. Pochi secoli dopo la villa è stata abbandonata e poi trasformata in una fornace per la lavorazione della ceramica e dei metalli, ma non ha mai perso il suo antico fascino ed è meta obbligata per chi vuole godere dell’amenità della campagna e assaporare i profumi della natura.
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